Neurofeedback

L’esperienza del trauma deruba il nostro cervello di riposo. Non importa se l’evento si è svolto giorni fa o anni fa, il Sistema Nervoso Centrale rimane continuamente in guardia per far fronte al pericolo, come se questo fosse ancora presente. Razionalmente possiamo riconoscere che la minaccia appartiene ad un altro momento e ad un altro luogo, ma dentro di noi continuiamo a stare costantemente in guardia.  Il nostro cervello, i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri corpi reagiscono prima ancora che noi  ce ne rendiamo conto, suscitando spesso la sorpresa nostra e di chi ci sta accanto.

La Psicoterapia Convenzionale, nel caso del Disturbo Post Traumatico da Stress, richiede dei tempi medio-lunghi prima che vegano sperimentati dei benefici importanti, e questo fa sì che le persone possano scoraggiarsi e interrompere il lavoro prima che la risoluzione del trauma avvenga. Anche i farmaci per l’ansia, la depressione e altri sintomi vengono normalmente prescritti senza un limite di tempo prestabilito.

A partire dal lavoro pionieristico del Dott. Eugene Peniston presso il Veterans Administration Medical Center di Fort Lione (Colorado, USA) e il dottor Carol Manchester a Cincinnati (Ohio, USA), si è aperta una nuova gamma di possibilità per chi cerca un valido aiuto: il cervello può essere letteralmente addestrato a sfuggire dalle risposte maladattive e distruttive apprese, che mantengono attivo il DPTS. In questo modo, attraverso il Neurofeedback, si possono contrastare efficacemente sia il DPTS che i suoi sintomi.

Il Neurofeedback è una tecnica che permette di regolare autonomamente l’attività del proprio Sistema Nervoso Centrale attraverso una maggiore conoscenza di se stessi. E’ praticato da oltre trent’anni negli Stati Uniti e in forte espansione soprattutto nell’Europa del Nord. (per maggiori informazioni consultare il sito www.studioneurofeedback.it)

In particolare l’informazione proveniente dall’elettroencefalogramma attraverso l’uso dell’apposita apparecchiatura collegata ad un computer, consente alla persona di avere un feedback sonoro o visivo nel momento in cui si raggiungono i risultati desiderati. L’individuo apprende così a modulare  parametri come frequenza, ampiezza e coerenza per quanto riguarda l’EEG, regolando autonomamente il proprio arousal e i propri stati mentali. Questo è possibile grazie alla neuroplasticità del nostro cervello: la capacità di cambiare e riorganizzarsi attraverso l’esperienza. 

Si tratta di un’attività non faticosa per la persona, è anzi molto affascinante vedere come si riesce a interagire con il computer semplicemente modificando il proprio stato mentale. I feedback vengono presentati attraverso il monitor in forma di musica e animazioni e per i bambini è fondamentale l’aspetto ludico dell’attività loro proposta.

Non sono presenti effetti collaterali essendo il NF una tecnica non invasiva, la modificazione delle connessioni tra i neuroni è di tipo biologico (non biochimico).

Il cliente con Disturbo Post Traumatico da Stress impara a lasciarsi andare in uno stato di profondo rilassamento, in cui viene ripristinata una funzionalità cerebrale corretta che interrompe le risposte disfunzionali messe in atto dal cervello. Questo è possibile perché ci sono dei modelli di funzionamento conosciuti nell’attività elettrica cerebrale, che corrispondono a questo stato di  calma vigile. In questo  modo, piuttosto che affrontare i sintomi, si agisce direttamente sulla  fonte del problema. I clienti cominciano a sentire un progressivo vigore, come se riprendessero quello di cui sono stati privati col trauma: un buon sonno, sentimenti di calma e fiducia, un generale senso di benessere.

Inizialmente viene fatta una valutazione psicodiagnostica, con dei test neurocognitivi e colloquio clinico. Viene inoltre effettuata una mappatura (brainmap) ottenendo i dati relativi ai diversi parametri cerebrali per poterne valutare la funzionalità e la distribuzione nel Sistema Nervoso Centrale. Il segnale elettrico viene processato dal computer e si presta attenzione all’equilibrio tra i ritmi (onde alpha, theta, beta…).  Questo consente di mettere a punto un programma di intervento mirato per ogni individuo.

I risultati di studi controllati, così come l’esperienza clinica con questa terapia sono molto incoraggianti. Persone che hanno sofferto di Disturbo Post Traumatico da Stress per tanti anni, in molti casi sono state completamente sollevate dai loro sintomi. Studi effettuati dopo la conclusione della terapia hanno dimostrato una netta riduzione dell’ ansia e una riduzione o eliminazione degli stati depressivi. L’episodio traumatico  perdeva la sua valenza per riacquistare quella di un semplice ricordo.

Il Neurofeedback comporta diversi vantaggi per il cliente:

  • affronta il problema alla sua origine;
  • non comporta l’utilizzo di farmaci e non ha controindicazioni;
  • funziona senza che la persona debba “rivivere” coscientemente il trauma;
  • in pochi mesi può generare un cambiamento che spesso richiederebbe anni.
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